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IL Giardino acquatico ( 1 )

Pesce rossoMoltissimi pittori sono stati ispirati dalla vista di uno stagno ma, certamente nessuno più di Monet, con i suoi 250 dipinti, ha saputo cogliere le emozioni che un giardino acquatico sa regalare.

Gli stagni hanno da sempre accompagnato la vita degli uomini. Un tempo venivano usati per abbeverare il bestiame domestico, come “lavanderie”, per produrre ghiaccio, per avere acqua potabile di emergenza, come serbatoi anti-incendio, come luoghi presso cui fare gite e rilassarsi. In Oriente, – l’acqua –, sempre presente insieme con la pietra e il verde fino da tempi remoti, è ritenuta un elemento fondamentale per la bellezza di un giardino. Allo stato naturale le “zone umide”, costituite da paludi, acquitrini, bacini naturali e artificiali ma anche piccoli stagni, sono di rilevante importanza biologica poiché costituiscono degli “habitat” necessari per la conservazione della biodiversità. Oggi le zone umide sono protette a livello mondiale dalla “Convenzione internazionale di Ramsar” ma negli ultimi decenni, esse hanno subito molte devastazioni causate dall’uomo attraverso la pratica di un’agricoltura ed una industrializzazione scriteriate, distruzione diretta ed introduzione sconsiderata di specie aliene.

Nel tempo poi le cose sono ulteriormente peggiorate ed ancora oggi, ascoltando i commenti delle persone meno attente ad alcune tematiche, uno stagno è visto come una pozza d’acqua “sporca” brulicante di larve, di zanzara ed altri animali disgustosi, viscidi e melmosi. Ma, non è cosi!

Macalube 1Negli ultimi anni molte persone appassionate di ambienti acquatici, ma soprattutto pervase dal naturale istinto che fortunatamente noi esseri umani abbiamo e cioè, quello di capire come funziona il pianeta in cui siamo ospiti; hanno dato vita ad un virtuosismo di considerevole valore per la salvaguardia di queste nicchie di biodiversità, parlo dei giardini acquatici, ovvero l’installazione di un ambiente acquatico all’interno dei propri giardini o spazi verdi. Le dimensioni di queste “opere d’arte” non hanno importanza perché a secondo dello spazio a disposizione, si può partire da una piccola vasca artificiale da qualche decina di litri, per proseguire con degli stagni e dei laghetti artificiali da integrare in spazi più grandi.

Laghetto 1La gestione rigorosamente naturale di questi giardini, porta a benefici considerevoli, l’esercito di piccoli animali attirati in giardino dalla presenza di uno specchio d’acqua aiuta a eliminare un buon numero di ospiti indesiderati. Rane, rospi e salamandre tolgono di mezzo insetti, vermi e limacce, mentre le notonette, le damigelle e soprattutto le libellule, vere regine degli stagni, sono divoratrici insaziabili di zanzare. In alcune città del nostro Paese, ma anche fuori, molte amministrazioni hanno dedicato degli spazi appositi dove ricostruire tali ambienti proprio per contrastare efficacemente la diffusione delle zanzare, con l'importanza ancora più rilevante, costituita dal fatto che un ambiente acquatico funge anche da punto di ristoro per la fauna del luogo.

In un laghetto la presenza delle piante è fondamentale. Esse non sono solo decorative, ma svolgono una funzione biologica centrale: tengono pulita l’acqua assorbendo i nutrienti in essa disciolti e offrono protezione e nutrimento ai suoi abitanti. I botanici hanno individuato in uno stagno naturale cinque differenti habitat, a partire dal centro dello specchio d’acqua (generalmente la parte più profonda) fino ad arrivare alle sponde “umide”, in ognuno dei quali si ritrovano piante diverse e con esigenze diverse. Le piante sommerse sono quelle che con l’acqua hanno un rapporto totale, assoluto, l’acqua è dunque il loro habitat.

Piante sommerseQueste piante, che spesso variano di dimensioni e forma a seconda delle condizioni dell’ambiente in cui vivono, giocano un ruolo fondamentale nella vita di un laghetto. Esse, anche se non spettacolari o belle, liberano di giorno grandi quantità di ossigeno, elemento vitale per tutti gli organismi viventi di uno stagno. Il loro numero deve essere proporzionale alla quantità di acqua presente nel laghetto. Infatti, se fossero in quantità ridotta, la loro azione ossigenante risulterebbe insufficiente se, invece, fossero in numero molto elevato, si rischierebbe di soffocare la crescita di altre piante. 

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