cittadisalemi.net

La musica nel sangue

m.CammarataI veglioni di Carnevale, voluti dalla Società Operaia nei propri locali di Via Amendola a Salemi, restano nella memoria di chi ha avuto la fortuna di parteciparvi come degli avvenimenti unici e meravigliosi, così sentiti, così divertenti, così orgogliosamente ben organizzati.

Eppure si trattava di locali molto piccoli, adibiti a sale da ballo, con maschere, coriandoli, festoni e persino con un piccolo palco per le famiglie, riservato alle signore ed ai bambini. Venivano ricevute moltissime persone in maschera, alle quali era concesso il tempo di un paio di balli prima di cedere il posto ad altre, pazientemente in fila anche per delle ore. In uno stanzino piccolissimo un addetto alla musica metteva in continuazione dischi su dischi, rigorosamente a 78 giri, spostandoli con monotoni gesti dalla loro pila al piatto del radiogrammofono, evitando lo spiacevole gracchiare delle puntine ormai logore sostituendole con delle nuove, fidandosi del proprio orecchio che in realtà veniva messo a dura prova. Degli altoparlanti di primissima generazione diffondevano la musica nelle varie stanze, con un alternarsi di tanghi, valzer, mazurche, così, alla rinfusa, come il caso voleva, ma per i ballerini poco importava, tanto si muovevano con lo stesso passo, pigiati come sardine, e soggetti al flusso degli spintoni. Per ore ed ore le note del "Padrone del vapore" si alternavano a quelle di "Che mele, che mele son dolci come il miele", della "Cumparsita" o della "Raspa". Io sono stato presente per molti anni, al seguito della mia numerosa famiglia il cui capo era uno che contava nella gestione della Società Operaia, e per anni ho riempito le orecchie delle stesse note, delle stesse canzoni, degli stessi dischi, perché questi costavano e rinnovarne la dotazione era molto oneroso per i controllatissimi bilanci della società. Ricordo in particolare un carnevale, una imprecisata edizione dei primi anni cinquanta. Pippino Loiacono e Diego Cammarata, grandi amici e valenti operai ciascuno nel proprio campo, avevano ricevuto l'ambito incarico di "bastonieri" e con la loro coccarda all'occhiello della giacca, vigilavano orgogliosamente che tutto procedesse con la massima regolarità, controllando il flusso delle maschere, il numero delle coppie per ogni saletta, la buona diffusione della musica. Più orgoglioso di loro, io li seguivo passo passo, magari ostacolandoli ma conscio della mia posizione di "bastoniere per diritto ereditario". Tanti altri bambini giravano spesso senza controllo, correndo qua e là e facendo un baccano d'inferno, ma uno di loro se ne stava fermo, attento alla musica, come incantato da essa, e con il gesto della mano ne seguiva i tempi, come un vero direttore. I due bastonieri lo notarono e si fermarono ad ammirarlo. "Diego, non vedi come sente la musica e gli piace, come la segue a tempo perfetto? Tò figghiu Nicuzzu è distinatu a fari lu direttori d'orchestra!". Era certo una battuta, quella di mio padre, anche se nascondeva un augurio velato, ma Diego, con la più grande serietà, additando suo figlio rispose: "Pippino, si chissu è lu so destinu, pi mia certu nun avi a mancari!" Pochi anni dopo mio padre non c'era più, ma quella sera aveva visto giusto. Il piccolo Nicolò, nato l'1/09/1949, si appassionò sempre più alla musica, studiando con assiduità il clarinetto, suonando il quale fece parte della banda comunale "Alberto Favara" con il maestro Di Fiore prima e con il maestro Scaturro poi, fino al 1968, quando lasciò Salemi e si arruolò nell'Esercito, che ben presto gli affidò la Banda Nazionale della Cecchignola a Roma.

m.Cammarata 02Fu un decennio splendido, passato fra grandi manifestazioni e la ricerca fra le reclute di nuovi talenti musicali. In quel periodo quindi ha diretto più bande, considerato che i componenti cambiavano spesso per via della ferma militare, ma questa è stata la sua sfida: trasmettere a tutti il senso della musica, della disciplina, dello spirito di corpo, lasciando a tutti un ricordo bellissimo di un periodo della propria vita. Il maestro Nicolò Cammarata si è diplomato al Conservatorio di Frosinone in Fagotto, completando così il suo iter di studi ed approdando a una completa realizzazione della sua attività musicale. Quale direttore della banda musicale dei Granatieri di Sardegna, Brigata Meccanizzata, ha dato il meglio di sé ottenendo grandissime soddisfazioni. Ha diretto per capi di Stato, sovrani, regine e ambasciatori, le sue note hanno accompagnato i successi di atleti di tante discipline sportive, come i mondiali del '90 e tante, tantissime competizioni. In televisione lo abbiamo visto al Quirinale, Piazza Venezia, Palazzo Chigi, Piazza della Repubblica, al Pincio, a Piazza di Spagna, fiero nella sua alta uniforme e consapevole del suo impegno. Tante volte è apparso sul piccolo schermo, a "Ciao gente" con Corrado, "Buona domenica" con Costanzo e Fiorello, a "Telethon" con Giletti, "Scommettiamo che" con Frizzi. Mi parla con timidezza di queste cose, quasi nascondendosi, perché ritiene che tutto è avvenuto solo nell'adempimento del suo compito, anche se sono convinto che un pizzico di orgoglio, ben velato, riempia il suo grande cuore.

m.Cammarata 03Ma di una manifestazione si dichiara palesemente orgoglioso e contento: in occasione dei festeggiamenti del Patrono di Salemi San Nicola, ha diretto la banda nel 1994 in Piazza Libertà, punto centrale della sua città natale. E l'affetto dei suoi concittadini l'ha commosso fino alle lacrime, tanto che tale ricordo resta scolpito nella sua mente. L'amico Nicolò si è ritirato nel 2002 e vive tranquillamente a Roma con la sua famiglia. Prima di salutarlo ho voluto chiedergli se era a conoscenza delle sue manifestazioni musicali fin da bambino, nelle sale della Società Operaia. Con mio grande piacere ha dato conferma che suo padre gliene ha parlato più volte, con orgoglio: Mastro Pippino Loiacono e Mastro Diego Cammarata sono stati buoni profeti.

e-max.it: your social media marketing partner

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy Policy