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L'importanza del suolo

LandscapeLa nascita della “Pedologia”, la scienza che studia il suolo, risale ufficialmente alla fine dell’ottocento e Vasilij Dokučaev (geografo russo) viene considerato il suo fondatore.

Nei secoli precedenti altri studiosi si erano occupati dello studio del suolo, capendo fondamentalmente che non tutti i terreni erano uguali e che era necessario dare una definizione scientifica di suolo. Dokučaev definì il suolo come un “corpo naturale indipendente che in maniera naturale si forma e si trasforma, attraverso processi chimici e fisici in relazione al clima ed alle attività biologiche”. Da questa enunciazione nasce la moderna concezione del suolo che in relazione a questi processi si forma e si evolve come un ecosistema, ed in quanto tale, può nascere, crescere e morire.
Il suolo è una risorsa non rinnovabile, sulla Terra ce n'è una quantità finita e ancor più finita è quella coltivabile che ci consente di nutrirci. Il suolo agrario è tuttoggi la prima ed indiscussa risorsa naturale senza la quale sul pianeta Terra il genere umano non potrebbe alimentarsi. Eppure ci può sembrare lontana da qualsiasi forma di minaccia, questa definizione. Oggi il modo di alimentarsi è andare al supermercato e mettere nel carrello ciò che ci serve, senza apparente sforzo se non quello di guadagnare denaro per i consumi e per i beni che ci servono. Ma ricordiamoci che qualsiasi prodotto alimentare, nasce dalla terra. Ma vediamo cos’è “intrinsecamente” il suolo come sistema ecologico.

Il suolo costituisce lo strato più esterno della crosta terrestre che viene trasformato e frammentato ed è un sistema trifasico, significa che è un materiale eterogeneo formato da una fase solida, in cui si trova la principale riserva nutritiva costituita da sostanze organiche e sostanze inorganiche sotto forme disciolte o chimicamente legate (le sostanze organiche sono in genere spoglie di animali e residui vegetali, quelle inorganiche sono i minerali). Segue una fase liquida e cioè l’acqua che circola nel suolo in cui sono disciolti gas, ossigeno e anidride carbonica ed elementi solidi in forma ionica. Una fase gassosa o aeriforme che costituisce l’aria tellurica ovvero l’aria che penetra nel suolo. Essa è diversa dall’aria che si trova sulla superficie, c’è meno ossigeno e più anidride carbonica perché i processi di respirazione dei microrganismi presenti consumano ossigeno e restituiscono anidride carbonica. I contenuti ed il tipo dei gas presenti nell’aria tellurica controllano l’intensità dei processi biotici ed abiotici stabilendo le condizioni di abitabilità del suolo stesso.

L’ecosistema suolo è formato da diversi elementi minerali (fattori abiotici) e da una quantità enorme di esseri viventi (fattori biotici). Il suolo infatti ospita le radici delle piante, le ife dei funghi, alcuni mammiferi come i ricci, i conigli e le talpe, invertebrati come lombrichi, acari e anche insetti, alghe e batteri.

Il profilo del suolo è caratterizzato da strati o orizzonti, diversi fra di loro e con proprietà chimiche, fisiche, biologiche e morfologiche diverse.

Orizzonte O (o organico), caratterizzato dalla presenza di materia organica. Presenta spessori modesti (pochi cm) in ambienti che favoriscono la decomposizione; in caso contrario lo spessore può raggiungere 10-20 cm.

Orizzonte A (o minerale) in cui la sostanza organica è umificata e mescolata con la frazione minerale. Presenta uno spessore da pochi cm fino a 40- 50 cm.

Orizzonte eluviale  povero di argilla, materia organica, idrossidi di ferro e alluminio, che vengono traslocati verso il basso. Presenta un colore più chiaro rispetto agli altri orizzonti per la rimozione degli ossidi e della materia organica. Lo spessore varia da pochi cm fino a 40-60 cm.

Orizzonte B con alterazione della roccia madre o accumulo di materia trasportata da orizzonti superiori.

Orizzonte C formato dalla frammentazione della roccia madre; scarsa alterazione

Orizzonte R roccia madre

Suolo

L’aspetto fisico di un suolo è rappresentato dalla sua tessitura e dalla sua struttura . La tessitura stabilisce la classificazione del terreno in base alla sua granulometria e cioè la dimensione delle particelle minerali che lo costituiscono. Abbiamo ad esempio:
Terreni sabbiosi i quali contengono più della metà di sabbia, sono facilmente lavorabili ma hanno scarsa capacità di trattenere acqua. Nei suoli sabbiosi, la sostanza organica viene facilmente mineralizzata.
Terreni argillosi la loro difficile lavorazione li classifica come “terreni pesanti”, contengono una percentuale alta di argilla che permette un’alta ritenzione idrica e di elementi nutritivi. La loro scarsa permeabilità può favorire fenomeni di ristagno idrico e asfissia radicale delle piante.
Terreni umiferi cioè ricchi di humus che rappresenta la degradazione e la rielaborazione della sostanza organica. I suoli forestali e quelli agrari coltivati ad orto rappresentano in linea di massima questa categoria di terreni, molto fertili, aerati ed umidi.
Terreni calcarei contengono elevate quantità di calcare (maggiore del 20%) che forma superficialmente delle croste, impedendo l’aerazione e la penetrazione dell’acqua. Queste caratteristiche condizionano sia l’ossigenazione delle radici che la germogliazione dei semi.

La struttura rappresenta il sistema con il quale le diverse particelle di terreno si uniscono fra di loro a seguito delle interazioni fisiche e chimiche dei minerali primari che lo compongono e del loro potere colloidale che esercita un’azione cementante. La sostanza organica presente che, a sua volta contiene dei colloidi, unisce ulteriormente il tutto formando dei grumi con diametro fino a 10 millimetri. Essi contengono tutti i componenti del terreno. Una buona stabilità dei grumi, influenzata dalla sostanza organica contenuta, forma e dà robustezza alla struttura del terreno specialmente quando alcune forze (del tipo la pioggia) tendono a disgregarli .

Un’altra importante caratteristica del suolo è l’aspetto chimico che riguarda soprattutto il suo pH. Il pH del terreno determina l’acidità o l’alcalinità nella sua soluzione circolante, cioè la fase liquida di cui parlavamo sopra, che si trova negli spazi lasciati liberi dalle parti solide. L’importanza di conoscere il pH è legata al fatto che le piante posseggono dei livelli di tolleranza al suo variare e poi perché a diversi valori di pH, corrispondono disponibilità diverse di elementi nutritivi. Una distinzione di base del pH dei suoli è la seguente:

Acidi, con valori da 1 a 6.8

Neutri, con valori da 6.8 a 7.2

Alcalini o basici, valori da 7.2 a 14

In linea di massima questi sono gli aspetti generali per avere una visione di base sulle caratteristiche del suolo.

Landscape 2

Ma nel nostro Paese, qual è il rapporto che abbiamo con questa risorsa? Quali sono gli scenari che minacciano il suolo, o meglio il suo uso non razionalizzato a quello che effettivamente dovrebbe essere?

La sottrazione di suolo alle coltivazioni agricole o semplicemente alla naturale bellezza di un paesaggio tipico e caratteristico di un territorio, per fini urbanistici, è stato e continua ad essere il fallimento culturale di un popolo che ha dato scarsa importanza ai veri valori che per secoli hanno caratterizzato il nostro paese. L’arte, la storia e la stessa bellezza paesaggistica nonché la tradizione contadina, sono diventati elementi marginali ai fini dello sviluppo economico. Il territorio è stato usato esclusivamente per costruire qualcosa che abbia valore di mercato, così il cemento ha sottratto suolo in nome di uno sviluppo che tutt’oggi è lontano perché in molti casi sono state edificate strutture poi rimaste vuote.           Il concetto sbagliato che ha la società sul valore del suolo sta nel fatto che un terreno agricolo vale meno di un terreno edificabile. Siamo ancora anni luce distanti dal capire che il suolo è la prima risorsa indispensabile per la nostra vita. Proprio perché non è rinnovabile, ne esiste solamente una porzione finita sul nostro pianeta e oltremodo il suolo ci aiuta a rigenerare, entro certi limiti, quello che erroneamente o dissennatamente distruggiamo con alcuni tipologie di inquinamento. Oltre tutto se pensiamo anche alla pressione esercitata su di esso dalla chimica in agricoltura, ci rendiamo conto che fino a questo momento siamo lungi da un tipo di approccio sostenibile che ci consentirà, di lasciare intatta questa risorsa ai nostri figli. Detto questo, pensate adesso ai campi che fino ad oggi avete visto pieni di pannelli solari che coprono superfici agrarie intere e cercate di trovare un senso logico a queste decisioni.

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