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L'antica Halyciae

CorredoLa città di Salemi, anticamente chiamata “Halicyae” (Alicia), fu citata già da Cicerone nelle sue “Verrine” e dallo storico Diodoro Siculo nell’opera “Bibliotheca Historica”, possiamo dedurne che esisteva fin dal V secolo a.C.

Dagli stessi autori citati sopra, apprendiamo che Halicyae fu perennemente alleata con Segesta nell’eterna lotta contro Selinunte, il territorio, d’altronde, posto in posizione strategica era facilmente difendibile dai tentativi di penetrazione “dorica” dei Greci di Selinunte, ansiosi di sboccare sul Tirreno, proprio nell' ”Emporium Segestanorum”, odierna Castellammare del Golfo. Molti storici, altresì, sono concordi nell’individuare Alicia, Segesta, Erice ed Entella, come i principali centri di sviluppo della civiltà degli Elimi.

Gli Elimi erano discendenti di Elimo, figlio di Anchise, il quale dopo la caduta di Troia si rifugiò con alcuni suoi conterranei nella Sicilia occidentale dove si fermò definitivamente. Quei Troiani non erano molti, almeno non tanti da essere classificati come popolo e dar vita ad una città, ma si fusero con gli indigeni che erano inferiori come grado di civilizzazione generando, nel corso dei secoli, la civiltà degli Elimi, in ricordo del mitico figlio di Anchise, Elimo. Essi si dedicarono con grande perizia e particolarità alla coltivazione della terra, al commercio e alla navigazione, molti storici come Tacito, Dionigi da Alicarnasso, Plinio, Cicerone e Diodoro Siculo, hanno testimoniato nei loro scritti, la grande capacità degli Elimi, nello sfruttare le grandi risorse territoriali messe a disposizione dalla natura dei luoghi che presidiavano riuscendo a fondare città come Segesta, Alicia, Erice ed Entella, città che sono state, nel corso della storia, esempio della loro ricchezza e della loro potenza, ma anche un baluardo alle mire espansionistiche della Grecia. Ricordiamo che Segesta riuscì vittoriosamente a contrastare la greca Selinunte e la sua egemonia.

Salemi  storia  grecaLa nostra Halicyae, comunque, pur facendo parte di questo contesto non svolgeva un vero e proprio ruolo su cui era imperniata la cultura della società, la sua posizione strategica le faceva assumere il ruolo di avamposto militare, non abbiamo difatti rinvenimenti archeologici o grandi opere, come nella vicina Segesta, che potessero testimoniare l’espressione ed i caratteri di una vera e propria città dove erano centralizzati ed espressi fastosamente elementi culturali tipici, come a Segesta ad esempio. Anche la collocazione urbanistica, allora come adesso, era dislocata in tre consistenti periferie non molto lontano dal centro urbano di riferimento su cui probabilmente era dislocato il presidio militare.

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