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IL Paesaggio

Campi di maggio"Il Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni“

Con queste parole la “Convenzione Europea del Paesaggio” definisce univocamente il significato del termine “Paesaggio”.

È un documento firmato dagli Stati membri del Consiglio d’Europa il 20 Ottobre 2000 a Firenze e costituisce un accordo nel campo economico e sociale che ha come principio quello della tutela e della promozione dei valori collettivi che costituiscono il patrimonio comune di ogni nazione. Il paesaggio è un elemento che costituisce e svolge funzioni molto importanti e gli interessi che suscita sono riconosciuti generalmente da tutti perché si inseriscono in molteplici contesti, in quello ambientale, culturale, ecologico, sociale e quindi, costituisce una risorsa favorevole all’attività economica se la salvaguardia e la gestione del territorio di cui fa parte, vengono pianificate in modo adeguato, prima di tutto, in termini di sviluppo sostenibile e cioè su un rapporto equilibrato tra attività economica, bisogni sociali e ambiente.

Si desume che il fattore culturale gioca un ruolo molto importante nel modo in cui il Paesaggio viene percepito e quindi modellato, e questo “modellaménto” è il frutto della stima, della valutazione analitica e del valore che si dà al territorio in cui si vive. Il Paesaggio non è mai stato un elemento a se stante e inerte, ma si è prodotto continuamente nelle cose e nelle culture di ciascun popolo. Costituisce sicuramente una specie di biglietto da visita sull’identità di una popolazione ed è molto importante dal punto di vista comunicativo anche per scopi economici, specialmente nel turismo, perché i visitatori di quei luoghi, percepiranno in linea di massima, valori che concorreranno allo stato di gradimento della loro permanenza e soprattutto al proprio arricchimento culturale.

Courmayeur 1     È vero però che un quadro paesaggistico nell’insieme delle sue molteplici espressioni comunicative viene interpretato, a sua volta, in base al patrimonio di conoscenze di chi lo osserva. Entrano in gioco fattori estetici, forme geometriche ben disposte e con giochi di luce che ne enfatizzano la percezione, per esempio, la fluidità della scansione oculare che fanno a volte assimilare il paesaggio che si osserva, ad una vera e propria opera d’arte. Ci sono anche motivi che ci riconducono ad aspetti ambientali, naturalistici, che riguardano l’ecologia; dalla flora e dalla fauna, presenti in un determinato contesto paesaggistico, si può risalire in linea di massima al suo valore ecologico.

IntrodTutto questo, comunque, come abbiamo detto, è in rapporto al patrimonio culturale dell’osservatore ed è un fattore individuale che in ognuno di noi fa scaturire emozioni e sensazioni che ci portano al riconoscimento del paesaggio stesso, alla sua appartenenza in contesti storico-territoriali e naturali che in continua trasformazione per opera umana e della natura stessa, danno un senso a ciò che percepiamo. Ecco che allora nasce l’esigenza primaria, direi quasi, logica e dettata dal buon senso, di saper intanto riconoscere i valori del patrimonio territoriale per poi saperne condividere le qualità attraverso politiche di gestione adatte. I nuovi saperi della politica gestionale a vari livelli territoriali si fondano sulla consapevolezza della necessità di organizzare e relazionare la frammentazione delle informazioni che ogni territorio fornisce, sulla percezione della realtà territoriale attraverso la lettura dei supporti fisici e simbolici quali il suolo, la terra, l’ambiente fisico e il paesaggio, gli ecosistemi e le infrastrutture antropiche.

EgadiÈ necessario e fondamentale interconnettere i saperi delle scienze naturali con la politica economica, affinché si possa parlare di sviluppo economico, il territorio non deve essere gestito secondo l’accezione politica attuale che lo vede come un’unità geograficamente definita e controllata da un gruppo di individui con il fine di influenzare o controllare persone, fenomeni e relazioni in modo dissennato. Deve rientrare necessariamente nell’ottica della gestione ambientale sostenibile, perché solo in questo modo si può raggiungere l’identità percepibile del territorio stesso e del paesaggio relativo, l’identità territoriale che produce valore e interesse economico.

Egadi paleÈ utile poi cominciare a coltivare il senso comune del paesaggio che significa instaurare un rapporto di comunicazione, rappresentando a se stessi e  agli altri il proprio ambiente.

 

 

 
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