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La terra che brucia

1 ForestaleHo sempre avuto la stravagante curiosità di immaginare la faccia che fecero i primi uomini che videro il fuoco, probabilmente scaturito da un fulmine che accidentalmente colpì la cima di un albero dando vita ad un incendio.

E chissà quanti nostri antenati morirono ignorando la pericolosità dei gas della combustione che respiravano, ignari del fatto che poco più dell’1% di Ossido di Carbonio (CO) nell’aria che si respira, porta alla perdita di coscienza e alla morte in circa cinque minuti. All'oscuro del fatto che il 5% di Biossido di Carbonio (CO₂) nell’aria, la rende irrespirabile. A poco a poco cominciarono a capire l’importanza di questo elemento, a domarlo secondo le necessità che si presentavano nel percorso storico-evolutivo.

Impararono ad usarlo per cuocere i cibi, per forgiare i metalli, per riscaldarsi durante i periodi invernali ma anche per attaccare e difendersi nelle guerre. In quanto elemento naturale, il fuoco, è sempre stato al servizio dell’uomo. Nel bene e nel male, diciamolo pure. In effetti recenti studi avvalorati da indagini scientifiche, hanno messo in evidenza il fatto che nella storia dell’uomo e prima della nascita delle pratiche agricole, molte foreste si sono trasformate in praterie a causa del passaggio del fuoco ma, in ogni caso, non è dimostrabile la volontà umana di queste trasformazioni.

Diversamente, con la nascita delle attività agricole e di allevamento, ci sono certezze in merito alla responsabilità umana nello sfruttare il fuoco come pratica comune per ottenere spazi utili da coltivare e per dedicare al pascolo. Esistono documenti storici che confermano addirittura l’abituale pratica, nei paesi mediterranei, di usare il fuoco come strumento colturale per il fine di rinnovare la fertilità per la preparazione dei letti di semina. Ma gli effetti devastanti di tali pratiche, vennero capiti solo intorno al XVI secolo, si cominciò così a dare un freno a questo fenomeno, attraverso leggi e regolamenti che disciplinavano l’uso del fuoco in agricoltura. Tutto questo fa dedurre che, riguardo ai giorni nostri, l’uso del fuoco era una pratica molto frequente e chiaramente voluta anche se, restava e resta tuttora, un processo non sempre controllabile e certamente disastroso.

1 Canadair SalemiIl fuoco che caratterizza un incendio, di qualsiasi   natura esso sia (boschivo o non boschivo), causa sempre dei danni che colpiscono l’ambiente, la vegetazione, il suolo ed il paesaggio, l’atmosfera. Non tutti riescono a capire la gravità del passaggio del fuoco su una determinata superficie. Gravità che è caratterizzata ogni volta dal fronte di fiamma, cioè dalla velocità con cui avanza, dalla sua intensità e dal tempo di residenza, dall’altezza delle fiamme stesse. Questi danni si ripercuotono temporalmente in brevi e lunghi periodi sia nello spazio interessato dall’incendio che nelle aree circostanti, causando irreversibilmente la devastazione degli equilibri naturali dell’ecosistema coinvolto. Vengono modificate le caratteristiche fisiche e chimiche del suolo, caratteristiche sviluppate dopo anni di formazione e assestamento a favore delle formazioni vegetazionali insistenti sul sito. Tutto questo significa distruggere l’habitat delle specie animali che in quel posto vivevano, si nutrivano e dimoravano. Una precisazione, come specie animali, non intendo solamente conigli, lepri, colombacci o quaglie, intendo anche e soprattutto molte specie e classi di insetti che con il loro operato garantiscono le pratiche agricole umane. Le api per l’impollinazione necessaria alle coltivazioni e molti insetti che si nutrono di loro simili che attaccano le piante da noi coltivate, difendendole e garantendo i raccolti.

Altro fattore considerevole è l’inquinamento atmosferico causato dal fumo. Anche qui la maggior parte delle persone , non fa caso a questo importante e pericoloso fenomeno. Forse dovremmo toglierci dalla testa il detto di un famoso luogo comune: “tutto fumo e niente arrosto”, che sminuisce l’importanza del fumo a confronto di un bell’arrosto succulento. Non è così. Durante un incendio la combustione di materiale vegetale, rilascia sostanze inquinanti di notevole pericolosità, dovute soprattutto alla combustione incompleta della lignina e della cellulosa contenute nei vegetali. Nei fumi della combustione sono stati riconosciuti all’incirca 200 composti tra cui anche idrocarburi incombusti. Alcune di questi composti coagulandosi e condensandosi, formano delle particelle di vario spessore che trasportate dalla colonna di convenzione, vengono diffuse fino ad arrivare nei nostri polmoni, altri invece rimangono sospesi per poi cadere con le piogge. Da non sottovalutare l’aumento eccessivo di anidride carbonica (CO₂) nell’atmosfera, che costituisce un pericoloso impatto per l’ambiente. C’è da sottolineare che l’emissione di inquinanti in atmosfera è maggiore con le braci, mentre con fiamma viva è inferiore.

1 ElicotteroQuesto è un breve resoconto sui danni principali che gli incendi causano, ricordiamo che la legge vieta le pratiche di bruciatura dei residui vegetali, molti appiccano il fuoco clandestinamente su campi di stoppie per “pulire”, questi incendi con il loro avanzamento incontrollato, spesso si propagano in zone circostanti anche di notevole pregio, demani forestali, riserve e siti di interesse comunitario, abitazioni rurali. Il costo annuo, in termini di intervento per lo spegnimento è notevole. Il Corpo Forestale della Regione Siciliana con il personale civile del servizio antincendi boschivi, i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile, sono le principali istituzioni che assicurano la difesa del nostro territorio da tali calamità. Paradossalmente chi brucia, paga in termini economici (con le tasse), gli effetti del suo crimine, ricordiamo anche che se individuato, pagherà in termini penali, poiché appiccare incendi è reato. Si può essere così... stolti?

Chi avvista un incendio, specialmente se è all’inizio, deve informare le autorità competenti comunicando il posto in cui si trova, cosa sta bruciando e cosa può essere coinvolto durante la propagazione futura, la tipologia del terreno (pianura, collina, montagna) e se ci sono vie di comunicazione o particolari difficoltà nel raggiungere con i mezzi di soccorso (autobotti, veicoli con personale addetto allo spegnimento, ecc..) il fronte delle fiamme. È molto importante dare informazioni sul vento che c’è in zona (se esistente) e se sta contribuendo alla propagazione alimentando le fiamme più velocemente. Importantissimo è verificare se ci sono persone e animali bloccati dall’incendio, circondati e senza vie di fuga. Queste informazioni sono fondamentali per stabilire preliminarmente le strategie di intervento dalle sale operative e per inviare i mezzi di soccorso più idonei, in molti casi sono stati evitati danni maggiori per la velocità e l’esattezza di queste informazioni, esse vanno comunicate con calma e possibilmente senza farsi prendere dal panico. I numeri utili da tenere in mente per queste emergenze sono il 1515 con cui contattare il Corpo Forestale ed il 115 numero di emergenza dei Vigili del Fuoco.

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